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Claudio Barbero
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Autori Sognatori
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Michele Marseglia , Avvocato,  Funzionario di  Trenitalia , è nato a Frattamaggiore il 5 agosto 1952, 

Consigliere comunale 1978-1981  e segretario della locale sezione dell’ex Pci nel 1978 

E’ laureato , oltre che in Giurisprudenza,   in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università  degli Studi di Napoli Federico 2° ed ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento  in Filosofia e scienze dell’educazione.

E’ attualmente : 

Vice Presidente Associazione culturale Irma Bandiera in Frattamaggiore 

Socio  dell’Istituto  di studi Atellani  con sede legale  in Sant’Arpino (CE)

Membro della Gramsci Society International Italia

Vincitore del 1° Premio Letterario  Sezione Saggistica  dell’Associazione Casa Natale Gramsci

XI ^ edizione   con il testo inedito La formazione Culturale di A.Gramsci 1910-1918 Ales (OR)

27 aprile 2009

 

 

I suoi libri

LA FORMAZIONE CULTURALE DI ANTONIO GRAMSCI

Aracne Editrice

La ricerca su Gramsci non ha esaurito le sue   potenzialità in quanto rimane lo studioso più studiato nel mondo  anche se meno in Italia, ingiustamente, talvolta imbalsamato e  consegnato”al museo delle antichità”. 

Tuttavia, , proprio perché  il suo pensiero  e le sue riflessioni costituiscono una miniera inesauribile per ogni studioso che lo avvicini con onestà intellettuale e spirito di ricerca, egli  è un patrimonio di tutti, per quanto un partigiano che odia gli indifferenti , e rispettarlo,  significa per il ricercatore anche essere  lontano da un uso politico strumentale per cercare nell’oggi le risposte di ieri .

In Gramsci, «si ritrova interpretato e tradotto tutto il mondo culturale della sua epoca» ,  per cui una disamina sulla sua formazione rinvia inevitabilmente ad un lavorio di ricostruzione, anche interpretativa, serrato, talvolta minuzioso, della complessa temperie culturale che ha permeato e sotteso, un processo formativo così articolato.

Questo fondante criterio ermeneutico, che può, di per sé, servire ad inquadrare il senso di questo lavoro, ha bisogno di essere integrato con un’ulteriore, portante, idea centrale. Essa è stata alla base della fortuna storiografica della “biografia intellettuale” gramsciana dagli anni ’60 in avanti e verte sul dato fondamentale che in Gramsci, più che in ciascun altro politico, le proprie personali esperienze contano in maniera decisiva per la formazione e la costruzione del proprio pensiero.

In questa situazione è, dunque, da incasellarsi il senso della ricerca affrontata, soprattutto, a proposito dei rapporti tra Gramsci e il sardismo

 No v’ è  dubbio che le prime compiute espressioni del pensiero gramsciano sono da far risalire al periodo torinese della sua formazione. E’ tuttavia altrettanto fondato assumere che il momento sardo nella formazione di Gramsci ha un rilievo non secondario e una sua dignità storiografica, come testimoniano le molteplici, specifiche, accentuazioni di alcuni biografi, come S.F. Romano, John Cammett, R. Paris, A. Davidson e soprattutto Giuseppe Fiori,  sia nel Convegno gramsciano del 1966 che e in alcuni saggi della storiografia isolana.

I moti del 1904 e del 1906, con la loro carica di ribellione contro lo Stato centralistico ed accentratore, assumono un ruolo derivato nella  formazione dell’adolescente Gramsci e quel “sentimento dell’epoca” di cui fu partecipe, non potè non radicarsi in lui sulla scia  prorio dell'eccidio di Buggerru e dei moti cagliaritani.

Essi, infatti, costituirono il radicamento di quel “socialsardismo eterodosso” a cui il giovane Gramsci, già vicino alle teorie marxiane, come attestò il suo saggio scolastico Oppressi e Oppressori, secondo Giuseppe Fiori, non fu estraneo.

Nel Convegno cagliaritano di Studi gramsciani del 1966 questa definizione fu oggetto di una vera disputa tra G. Fiori e L. Nieddu. In particolare, con la sua interpretazione moderata del sardismo questi mirava a negare ogni influenza salveminiana sulla formazione gramsciana del periodo 1910–1913.

Una tesi destinata a rimanere senza eco nel panorama storiografico, sicché non solo rimane intatta la validità di quell’originale nesso istituito da Giuseppe Fiori tra sardismo e “socialismo contadino” salveminiano, ma, allo stesso tempo,  si conferma la validità della medesima operazione di ricerca sulle fonti formative di Gramsci di questo periodo, soprattutto sul pensiero salveminiano, radicato all'interno della tradizione di studi meridionalisti precedente e nel dibattito all'interno del Congresso Nazionale del PSI nel 1910.

“L’Unità” di Salvemini,  non era rimasta estranea all'alimentazione della campagna di stampa contro il protezionismo che, nell’isola, fu condotta, sul terreno dell’azione concreta da Attilio Deffenu, un giovane intellettuale sardo che fece pubblicare su tutti i giornali sardi, un documento, emanazione del gruppo di propaganda antiprotezionista, al quale Gramsci, in vacanza a Ghilarza, fece pervenire la propria adesione.

Per quanto il processo di sprovincializzazione di Gramsci,  sia cominciato già a Cagliari, è certamente Torino che segna un salto qualitativo che è soprattutto culturale e politico; esso va ricercato nel contatto con la realtà operaia e industriale della “capitale della scienza positiva” e nella ricchezza ed autonomia di una vitale esperienza non solo accademica. 

Si tratta del  periodo del “garzonato universitario” in cui la relazione formale tra docente–discente spesso scompare per lasciare spazio a processi d’interazione umana, altrettanto validi dal punto di vista formativo. L’alto valore didattico e scientifico dell’Ateneo torinese in cui si dispiega la valentia d’insigni docenti come Farinelli, Ruffini, Solari, Bartoli, Jemolo, A. Pastore e Cosmo, si compenetra, quindi, con uno stretto rapporto umano e culturale tra Gramsci ed alcuni di questi.

La testimonianza di ciò è data, dal 1913, attraverso la collaborazione giornalistica al «Corriere Universitario»; in uno dei due scritti apparsi sul giornale a firma di “Alfa Gamma” è possibile registrare l’incommensurabile stima di Gramsci per Farinelli; inoltre in questi articoli sono affrontate alcune primarie questioni culturali come i rapporti con il futurismo che saranno destinati ad assumere nel pensiero gramsciano interpretazioni diverse da questo primo approccio.

Lo stesso Cosmo sarà ricordato da Gramsci in una lettera del 1931 come partecipe di quel movimento di riforma intellettuale e morale della società italiana promosso da Benedetto Croce.

Federico Sanguineti, con felice intuizione, è ricorso a questa relazione, per proporre la sua tesi del machiavellismo di Gramsci come radicato negli anni della formazione e in particolare fin dal 1915.  

E’ soprattutto la sottolineatura del rapporto culturale e accademico con Annibale Pastore, a conferire piena autonomia e fecondità formativa a questa esperienza fondamentale, in cui il problema centrale era rappresentato da «come le idee diventano forze pratiche». Attraverso gli spunti offerti dalle interpretazioni di Marx presenti nelle lezioni di Annibale Pastore si manifesta quel nesso fondante che caratterizza la specificità della personalità di Gramsci, quella dialettizzazione tra teoria e prassi, in cui si concentrò «il gran nodo della riflessione che sollecitò su piani diversi tutto il pensiero europeo».

Il rimando qui operato è evidentemente riferito a quella complessa, variegata, rinascita idealistica, un fenomeno per nulla provinciale, nell’ambito del quale l’influenza formativa del Croce «anche nella fase giovanile, può individuarsi proprio nello sforzo costante di farne riemergere una filosofia della prassi, ma liberata d’ogni scoria determinista e da qualunque dogmatismo positivistico».

Il positivismo  , in questo periodo formativo  190-1918- si trova in uno stato d’ibrido connubio con le idee e la pratica del socialismo. La battaglia antipositivistica di Gramsci avrà un ruolo essenzialmente politico. Il processo di formazione ideale del giovane intellettuale e lo stesso sviluppo del suo pensiero si compongono avendo come bersaglio critico permanente la concezione positivista della “zecca loriana” che egemonizza (non meno dell'evoluzionismo gradualistico del Treves della «Critica sociale») il socialismo “ufficiale”.

Il lorianismo era considerato da Gramsci il responsabile del ristagno, se non dell’irrimediabile scadimento, della produzione intellettuale del socialismo, che pure aveva avuto con le opere di Labriola «un principio così fulgido e pieno di promesse».

D’altra parte la critica gramsciana delle Università popolari come semplice calco di quelle tradizionali, se va nella direzione di respingere quella “arruffata e confusa concezione positivista” di cui Achille Loria era indomito e convinto alfiere, è la testimonianza del radicamento in questo periodo di una politica della cultura nel giovane Gramsci che «non la separi mai dalla politica, ma la comprenda come una dimensione della lotta politica». 

E’ soprattutto nell'articolo Socialismo e cultura che Gramsci reimposta criticamente, sia pure ancora nella dimensione idealistica de II Sillabo ed Hegel, il nesso politica–cultura. 

Esso, nello sviluppo del pensiero gramsciano, rappresenta  un passaggio importante della sua formazione culturale, del divenire della sua teoria della rivoluzione in Occidente.

L’analisi del concetto di rivoluzione  si evince in due basilari articoli che, già il Bonomi, prima di Gerratana, considera, nella loro connessione interpretativa, “volontaristica”. In effetti, in Neutralità attiva ed operante, fondamentale per la formazione più propriamente politica di Gramsci, la rivoluzione è uno “strappo definitivo”, ancora, invero, una figura mitica, cui tendere con tutte le forze della volontà. 

In un concetto in cui traspare il misticismo rivoluzionario di Péguy, l’opportunità per una rapida incursione nell’incidenza della cultura francese in Gramsci, ed in particolare di Rolland e Barbusse è apparsa irrinunciabile, a sostegno della tesi di Spriano secondo cui la formazione di Gramsci non può chiudersi nel rigido rapporto idealismo–marxismo.

La suggestione esercitata dalla cultura francese nella formazione gramsciana si segnala soprattutto per il contributo dato da Gramsci per la ricerca di quella concezione di una nuova cultura basata sull'alleanza intellettuali e classe operaia.

L'altro articolo La Rivoluzione contro il Capitale si segnala per l’accentuazione dell’elemento soggettivo rispetto alla presunta immodificabilità delle leggi storiche e ad un marxismo dogmatico. In particolare per Gerratana «ora la rivoluzione russa appare immune da quella tabe del giacobinismo», che Gramsci considera in questo periodo come «una discriminante tra rivoluzione borghese e rivoluzione socialista».

La necessità ineluttabile del socialismo nell’articolo citato riceve un duro colpo, così che Badaloni può prospettare non solo «la contestazione soreliana della necessità del socialismo», ma con l’esaltazione del momento soggettivo, rende possibile un’originale «presentazione hegeliana del rapporto Hegel–Marx in Sorel», ravvisabile anche ne II Sillabo ed Hegel.

Certo quello dell’“hegelo–marxismo” introdotto da Badaloni costituisce un nucleo tematico fondamentale per la ricostruzione della vicenda ermeneutica della fondazione in Gramsci dell’autonomia e originalità del suo marxismo, sul quale s’innesteranno le elaborazioni successive di Bergami e soprattutto di Zanantoni..

Un’accentuazione del carattere dell’autonomia teorica del marxismo di Gramsci, quella proposta da Zanantoni, che si basa sulla divaricazione Labriola–Gramsci rispetto al giudizio sull’idealismo. 

Sulla scia di Paggi, lo stesso Bergami «individua nell’elaborazione gramsciana di questo periodo la presenza di motivi gentiliani», quegli stessi contenuti sottolineati da Garin in una sua intervista a “La Repubblica”, in cui tra l’altro, il filosofo affermava che «in particolare, poi, Gramsci rimase molto colpito dalla posizione che Gentile assunse nei confronti di Marx. E’ sintomatico che Gramsci per indicare il marxismo parli regolarmente di filosofia della prassi, un’espressione di derivazione gentiliana».

Dopo essersi soffermato su taluni aspetti della filosofia crociana, Garin rispondendo a Gnoli che lo intervistava  in ordina ad un possibile ritorno a Gentile, Croce, Gramsci ,con un motivo che può riassumere anche il senso dell’attualità di una ricerca come questa affermava:

«Sono favorevole, dopo l’oblio e la condanna registrati in questi anni, ad un ripensamento di un nucleo filosofico e culturale che nel bene e nel male appartiene, è iscritto nel nostro DNA culturale».

Il 72 anniversario della morte di A. Gramsci non ha definitivamente interrotto  questa “sonnolenza culturale” appena ridestata dal Premio conferitomi dalla Associazione Casa natale Gramsci di Ales    proprio  il 27 aprile  e serva, quindi , questo saggio a  contribuire  a restituire “la dimensione unanime di un consenso  da Gramsci guadagnato sul campo con il suo sacrificio “ comunque la si pensi.

Dove trovarlo

Librerie online ::

             Ibs

:: Commissionarie per l'estero ::

:: Librerie estere ::

  • Librairie Galignani
    0033 (0)1 42 60 76 07
    224, rue de Rivoli
    F-75001 Paris

  • It’Art Bücher aus Italien
    0049 030 3245318
    Leonhardtstrasse, 18
    D-14057 Berlin

  • ItalLIBRI
    0049 089 27299441
    Nordendstr. 19
    D-80799 München

  • Adler’s Foreign Books
    001 847 8640664
    915 Foster street
    IL 60201-3199 Evanston (USA)

I commenti su Michele

Commenti: 9
  • #9

    Book Evolution Edizioni (mercoledì, 15 febbraio 2017 01:00)

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  • #8

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    Nel caso fosse impossibilitato a partecipare agli eventi, sarò lieta di parlare dell’opera che vorrà proporre. Verrebbe inoltre inserita nel sito ufficiale con testi e foto.
    Per ulteriori informazioni potrete contattarmi al n, 3207599199 -
    Nella speranza di fare cosa gradita nella speranza di annoveravi tra gli amici scrittori colgo l’occasione per porgere i migliori saluti.

    M.Teresa Audino rec. 3207599199

    PROSSIMO APPUNTAMENTO 13 DICEMBRE 2016
    Dalle 17,30 alle 20 ONVENTION
    DALLE E 20 IN POI CENA DI GALA
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    con le riprese tv della

    7^ PUNTATA DEL PROGRAMMA TV "SEGRETI"
    http://mi-a-m-i-milano-art-mobile-museum-international.webnode.it/televisione-rubrica-tv-segreti/

    tutto su
    MI.a.m.i.
    M i l a n o A r t M o b i l e M u s e u m I n t e r n a t i o n a l - NO Profit Art Promotion & Communication
    rassegna stampa precedenti edizioni

    evento pubblicato su
    http://www.golfpeople.eu/?p=33214

    http://www.exibart.com/forum/leggimsg.asp?iddescrizione=212466&filter=

    http://www.finanzaediritto.it/articoli/the-5ymposium-the-5th-international-symposium-of-arts-cultures-and-traditions-10997.html
    http://www.lostrillo.it/index.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=55b327e435c565d8d0dfef6a631116c

    http://artesacracontemporanea.it/blog/portale.php
    http://www.eventiesagre.it/Eventi_Culturali/21068830_Milano+Arts+Festival.html
    http://www.lostrillo.it/showDocuments.php?pgCode=G20I207R2338&id_tema=3

    http://www.eventiesagre.it/Eventi_Culturali/21074711_The5ymposium.html

    http://www.undo.net/it/mostra/141302

    http://www.mdarte.it/rubriche/eventi/archivio/030612symposium.htm

    http://artetremila.altervista.org/blog/5%C2%B0-symposium-multietnico/

  • #7

    Studio Byblos (giovedì, 13 novembre 2014 19:49)

    Gentile amico;

    mi permetto di disturbare per presentare i servizi editoriali offerti dalla Studio Byblos. Essi sono nati con l'intento di offrire al committente un canale per la pubblicazione delle sue opere a prezzi "su misura" e con ISBN. La filosofia operativa di Studio Byblos è quella di pubblicare e di rendere note opere letterarie di diversa tipologia e di valore, chiaramente nel rispetto dei canoni del pubblico e comune decoro. Per saperne di più La invito a visitare il link http://studiobyblos.altervista.org/index.php

    Inoltre, mi permetto di segnalarLe "Promesse Letterarie", l'ultima iniziativa di Studio Byblos. Essa è un annuario concepito come raccolta, organizzata per autore, di opere prosaiche o poetiche di persone talentuose. "Promesse Letterarie" vuole essere il tramite tra l'autore e il grande pubblico, perché verrà distribuito alle più importanti biblioteche italiane ed estere, ai comitati di lettura dei premi letterari più accreditati e ai circuiti di bibliofili più grossi d'Italia, in maniera tale che l'opera letteraria dell'inserzionista diverrà nota e fruibile a tutti gli estimatori della lettura. Verrà allestito uno stand di presentazione e pubblicità alla "Fiera del libro" di Francoforte.

  • #6

    Juicer Reviews (domenica, 21 aprile 2013 17:37)

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  • #5

    Best Juicer (mercoledì, 10 aprile 2013 14:55)

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  • #4

    marcello damiani (martedì, 24 aprile 2012 16:35)

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  • #3

    marcello damiani (martedì, 24 aprile 2012 16:34)

    vi volevo segnalare il proprio sito web dove ho inserito una pagina per far conoscere talenti noti e meno noti. La pagina del sito www.agendagiustizia.com è EVENTI/NEW TALENTI - Il sito ospita tutti i professionisti nel mondo. Uno spazio riservato personale ai nuovi talenti dell'arte, per farsi conoscere direttamente da altri professionisti di diversi settori nel mondo. Una galleria permanente di opere di talenti noti e meno noti visibili subito oggi a 3000 iscritti all'Agenda Professionisti e a oltre 3000 visite di professionisti al mese. Arrivare subito al consumatore.

  • #2

    Armando Cacace (mercoledì, 11 gennaio 2012 12:09)

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  • #1

    Gloria Gaetano (sabato, 19 dicembre 2009 15:28)

    Analisi dettagliata e precisa del pensiero gramsciano, in cui si delineano i concetti di rivoluzione e i rapporti con la filosofia hegeliana e marxista, in una lettura semplice e attenta